Knotes

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taccuinomaglia.blogspot.com

lunedì 31 dicembre 2012

Madelinetosh sock


Madelinetosh sock è lana merino 100% superwash, disponibile in un'ampia gamma di colori.
La lunghezza del filato, per una matassa da 100 grammi,  è di 361 metri.

Il filato è tinto a mano ed è lavabile a freddo in lavatrice.


Ho ordinato questa lana per fare questo modello : Nennir cowl pubblicato su Knitty Winter 2012, e devo dire che, nell'aprire il pacco,  l'impatto visivo è stato veramente piacevole. Colori eccezionali!




Adesso, quasi al termine del lavoro, aggiungo la mia soddisfazione nel vedere come questo filato evidenzi molto bene gli intrecci del modello.

Altri suggerimenti?

1. un bel paio di calze (per la misura da donna è sufficiente una matassa);

2.   questo modello (tam & scarf) di Kristen TenDyke su November knits.


Arrivederci al 2013!

Auguri di un felice e sereno Anno Nuovo !

P.S. Ringrazio di cuore chi mi ha inviato commenti ai post precedenti, purtroppo non ho potuto pubblicarli perchè sono stati cancellati (mea culpa: manovra errata!!!).
Grazie ancora, uno in particolare è stato molto gradito. La solidarietà aiuta sempre, anche a migliorare le condizioni di persone care!

venerdì 28 dicembre 2012

Regali di Natale 2012

Vivere il Natale in piena crisi economica, nella consapevolezza di quanti lo hanno trascorso in mezzo ai problemi che mai come adesso si fanno sentire  nella loro gravità. Un pensiero particolare a coloro che hanno perso il lavoro, ai giovani che vanno alla ricerca di un'occupazione per costruirsi un futuro di indipendenza e dignità.

Il Natale è l'occasione  per essere più vicini alle persone care e anche quest'anno ho voluto regalare qualcosa di personale, handmade, al posto di oggetti costosi e "griffati". Spero che siano stati graditi!

Leo's sweater

Per iniziare questo maglioncino per il mio nipotino di 4 mesi:



Questo modello, di Giuliano Marelli, è stato pubblicato su Benissimo di ottobre 2012.

Il filato utilizzato è:
Baby Supremo (super merinos)- Biella 
100% Pura Lana Vergine
50 g = 200 m
3 gomitoli

ferri: 3.5 mm
campione cm 10 x 10 lavorati a maglia rasata: 25 maglie per 32 ferri




Chiara's hat

Per mia nipote ho scelto questo modello Leafed Hat di Erica Schlueter pubblicato su  Interweave  Knits - Winter 2012



 Chi è interessato può venirmi a trovare qui su Ravelry.

A presto!

mercoledì 26 dicembre 2012

Dedica

Dedico queste mie  parole ad una persona che in questo momento  forse non è in grado di vedere volti cari, udire suoni familiari, gioire, ridere, commuoversi, piangere, comprendere, parlare...... forse sarà in attesa di andarsene da questo mondo dove ha trovato più dolore che felicità. Vorrei dirle come ci si sente quando la consapevolezza del proprio  egoismo viene fuori con tutte le sue misere verità. E i "potevo...",  "dovevo...." non leniscono il dolore di non esserle stata vicina nella  sofferenza.

lunedì 17 dicembre 2012

INFLECTION di Jean Miller

Inflection è il nome di questo pattern  di Jean Miller pubblicato su Knitty First Fall 2012

Incuriosita dalla sua forma curvilinea, da convessa a concava, ho provato a realizzare questa sciarpa con un filato lace:



Inflection è una sciarpa molto leggera e versatile, che si presta ad essere portata in vari modi e in varie occasioni.
La sua particolarità consiste nel fatto che può assumere forme diverse a seconda di come sono disposti i moduli lavorati a  short rows. 


Particolare di modulo a short rows:



Personalmente  ho scelto la sequenza di 5 moduli con la curvatura interna + 15 moduli con la curvatura esterna + 5 moduli con la curvatura interna, e questo è il risultato:



Ovviamente, ognuno può dare libero sfogo alla propra fantasia e creare modelli diversi sia nella forma che nella lunghezza.



Alcune notizie tecniche:

Filato:  MANOS LACE (Manos del Uruguay)
tipo: lace
lunghezza: 400 m/50 g
composizione: baby alpaca 70%, seta 25%, cashmere 5%
colore: 6670 Vidia



 quantità occorrente : 1 matassa
ferri usati: 4 mm

personazzazione: bordo a crochet

Buona knit-settimana!

sabato 29 settembre 2012

Pluie Cardigan

Ben ritrovate/i,
dopo le vacanze estive, il ritorno al lavoro e la ripresa (graduale) del tran-tran di tutti i giorni riprendo molto piacevolmente a scrivere sul mio blog.
Tengo a precisare che non ho mai smesso di knittare (anche perchè sarebbe impossibile!) e quindi ho dei lavori da mostrare; tuttavia il tempo da dedicare a questo genere di contatti è stato veramente molto scarso durante i mesi estivi.

Fatta la mia breve introduzione, passo ad illustrare uno dei vari progetti che mi stanno "intrigando" in questo periodo: il  Pluie-cardigan di Alex Capshaw-Taylor, pubblicato su Knits Fall 2012.

Due aspetti mi hanno convinto a scegliere questo modello:

  1. l'impiego della tecnica "intarsia";
  2. il desiderio di lavorare il filato Shethand Spindrift di Jamieson.
Ed ecco intanto il materiale di partenza:




Alcuni giorni fa è arrivato il pacco di lana ordinata online ed adesso posso iniziare il mio lavoro.
Devo dire che procurarmi  questo filato è stato un po' laborioso  perchè la quantità dei gomitoli richiesti (14 per il colore principale) era tale che non vi era una grande scelta nei colori disponibili nei negozi online che ho consultato (devo aggiungere che non mi sono rivolta direttemente al produttore, in tal caso il problema non esisteva proprio).

Comunque, dopo tanto pensare all'abbinamento dei due colori ho avuto la fortuna di trovare una bella tonalità di blù (Mirage n.722) che ho accoppiato ad un colore naturale (Pebble n.127).

Per chi fosse interessata/o vi darò nei prossimi giorni altre informazioni sul filato e sull'esecuzione del pattern.

A presto!

venerdì 18 maggio 2012

Edith Wharton


Purtroppo sono passate ben tre settimane dall'ultimo post,  è la prima volta che mi succede di fare passare così tanto tempo senza dare mie notizie!

Niente  paura, sferruzzo sempre ed ho alcuni lavori finiti da mostrare.... il fatto è che non ho il tempo materiale per fare le foto. Arrivo sempre tardi la sera e preferisco la luce del giorno; i week-end passano in un lampo ed ho tante cose arretrate da fare.

E' proprio un periodo frenetico, comunque prometto di recuperare il tempo perso!

Intanto, poichè non ho trascurato l'altra mia passione (la lettura), consiglio un'autrice che mi sta coinvolgendo molto. Si tratta di Edith Wharton

Appena finito di leggere L'età dell'innocenza sono passata a Storie di fantasmi, nell'approfondimento di questa grande scrittrice.

A presto!



mercoledì 25 aprile 2012

Trees Sweater (particolari)

Dopo una settimana lavorativa molto intensa, finalmente qualche minuto in più davanti al computer.

E allora riprendo il discorso lasciato in sospeso nell'ultimo post.
L'emozione e la gioia della notizia di cui  ho già parlato ampiamente (vedi post del 18 aprile), oltre alla fretta dovuta ai preparativi per l'imminente partenza per Roma, mi hanno impedito di dare una descrizione più accurata del mio modello "Trees Sweater".

Per rimediare, propongo alcune foto con relativi commenti:


Ideazione: la mia idea era di creare una maglia con motivi che richiamassero la natura.  Avevo, in stash, della lana grigia (niente di particolare) e quindi ho deciso di dare libero sfogo alla mia fantasia, giocando con il materiale che avevo a disposizione.

Progettazione : sfoglia e risfoglia i miei libri sui punti (testi preziosissimi!) ho trovato ciò che desideravo:



un alberino costruito con intrecci di maglie e noccioline.

Ho cominciato, quindi a pensare ad una banda di alberini in fondo al maglione:



E i bordi?
Devo ammettere che, solitamente, tendo ad evitare i classici bordini a coste... in questo caso sono andata a cercare qualcosa di più particolare e alla fine ho scelto questo motivo:



riprendendo il punto "grana di riso" per delimitare la fascia di alberini e "staccarla" così dal resto del maglione, eseguito a maglia rasata.

Naturalmente questo motivo è stato ripreso per il bordo delle maniche (insolitamente più alto):




e per lo scollo:




volevo fare  uno scollo piuttosto ampio con bordo alto, in modo da rappresentare un'altra parte del maglione da valorizzare.

Risultato finale:




Conclusioni
Il risultato finale mi ha soddisfatto dal punto di vista "sperimentale": mi sono divertita a ideare, progettare e realizzare qualcosa che avevo in mente e con gli strumenti che avevo a disposizione, senza andare a cercare volutamente  filati eccezionali. Volevo vedere se riuscivo a concretizzare il modello immaginato.
A questo punto, visto l'effetto finale, potrei anche provare a rifarlo dedicandomi alle caratteristiche del filato (composizione, grado di finezza, colore, ecc.).

Potebbe essere un'idea!

Un augurio di buon knitting con questa foto panoramica di Roma!
A presto


   

mercoledì 18 aprile 2012

Troppo bello......

Stasera, al ritorno da lavoro, aprendo la cassetta della posta ho avuto una gradita...graditissima sorpresa.



Tra la corrispondenza varia,  ho trovato una  copia della rivista "La Grande Maglia" n.9.  La contentezza è stata immediata e il motivo è che qualche mese fa ho inviato alla Redazione delle foto di un mio modello (Trees Sweater) e dopo alcuni giorni mi è arrivata la notizia che sarebbe stato pubbicato prossimamente nella rubrica dedicata alle lettrici e che, per questo,  avevo vinto un abbonamento annuale alla rivista.

Lascio immaginare quanto la cosa mi abbia fatto felice. Ricevere tale gratificazione  dalla redazione di una rivista specializzata.... mi ha portato letteralmente "alle stelle".

Ma torniamo sulla terra, e precisamente a qualche ora fa...
ero così contenta di avere tra le mani la mia copia da sfogliare con la bramosia tipica delle le sferruzzatrici convinte, che non ho creduto ai miei occhi quando ho visto le foto del mio Trees Sweater nell'angolo riservato appunto  al "colloquio con le lettrici".




E' stato veramente un colpo, e anche se mi era stata preannunciata la pubblicazione, non speravo di vederla  realizzata così rapidamente.

Insomma, che dire?...
ho scoperto la piacevolissima sensazione legata alla gratificazione di vedere apprezzati i risultati di un'attività che mi prende molto (forse dovrei dire "ci prende molto").
La maglia, così come tutte le attività creative fatte con passione, ha il potere di riempirci quasi sempre di soddisfazione, di orgoglio  nel constatare i risultati raggiunti, una volta terminato il lavoro. Allora si pensa a quanto  abbiamo dato  in termini di attenzione, cura, interesse, pazienza, tempo... e, alla fine....  l'apprezzamento degli altri per il nostro  lavoro porta a sentimenti di vicinanza, di condivisione.

Questo è ciò che penso in generale, in questo specifico caso la soddisfazioe è stata maggiore perchè riguardava un modello ideato e creato personalmente.  

Buon knitting!

sabato 7 aprile 2012

Buona Pasqua!!!

Oggi ho terminato il mio Amigurumi Bunny Basket, giusto in tempo per trasformarlo in un cestino porta-uova.









AUGURI DI BUONA PASQUA!!!!

giovedì 5 aprile 2012

Happy Birthday...

A tutte le amiche del blog, di FB, di Ravelry ecc.,
a tutte le amiche laniste,
a tutte le amiche in genere.......... un enorme GRAZIE  per gli auguri di Buon Compleanno ricevuti !!!!

lunedì 2 aprile 2012

sabato 24 marzo 2012

UNIVERSO LACE

Se c'è una cosa che mi appassiona in modo particolare è quella di leggere e rileggere più volte tutto ciò che  riguarda le tecniche di knitting.
       Così sfogliando Knits-Spring 2012 mi sono imbattuta nell'articolo di Deborah Newton dal titolo "Swatching the lace universe". A parte le fotografie di tanti piccoli campioni di lavorazioni lace (veramente graziosi!), che attraggono irresistibilmente chiunque appassionato di maglia, ciò che rappresenta un vero "toccasana" è il contenuto dell'articolo.

Si parla di "lace" ovviamente e si parla proprio dell'abc (un pregio che riconosco alla stampa anglo-sassone è quello di non temere di apparire scontata e banale parlando di nozioni molto semplici).

E allora si comincia con il "gettato" (yarnover), questo filo fatto passare sul ferro prima di lavorare il punto  successivo. Un singolo yarnover rappresenta il cosiddetto "eyelet" ossia il forellino che otteniamo nella lavorazione.

Più "yarnovers" più "eyelets".   Ma il "lace" è più che una ripetizione di "eyelets", è l'organizzazione  di questi in disegni più complessi.

E ancora: poichè ogni "yarnover" rappresenta una maglia in più sul ferro,  per mantenere costante la larghezza del lavoro è necessario ricorrere alla diminuzione o "decrease".

Per avere un numero sempre uguale di maglie sul ferro: tanti "yarnovers" tanti "decreases".

Dal punto di vista tecnico, la lavorazione "lace" si basa essenzialmente su "yarnovers" e  "decreases".     

  • Cosa accade se il numero di "yarnovers" è maggiore del numero di "decreases"?
Praticamente aumenta il numero delle maglie sul ferro e questo fatto può essere sfruttato per ottenere forme triangolari (es. scialli) oppure, lavorando in tondo, forme rotonde (es. centri).

  • Come si esegue un "decrease"?
Vi sono 2 modi:
  1. lavorando assieme 2 maglie  a diritto (k2tog: 2 knit together ), in tal caso si ottiene un punto con inclinazione verso destra;
  2. passando due maglie a diritto (prima l'una e poi l'altra) e lavorandole a diritto (ssk: slip slip knit), in tal caso si ottiene un punto con inclinazione verso sinistra.
Infine 2 "yarnovers" possono essere associati ad un "double decrease", passando una maglia, lavorando 2 maglie assieme  a diritto ed accavallando alle due maglie lavorate assieme la maglia passata (sl1, k2tog, psso: slip one, knit 2 together, pass slipped stitch over).

Ho riportato, sintetizzando, la parte iniziale dell'articolo per sottolineare il fatto che è sempre piacevole, oltre che utile, ricordare i principi su cui si basa qualsiasi tecnica di knitting. Questo aspetto dovrebbe essere tenuto presente anche da tante riviste italiane che purtroppo spesso presentano carrellate di modelli, trascurando la parte culturale  legata appunto alle varie tecniche di maglia e alle lavorazioni più tradizionali.

Altri aspetti interessanti della lavorazione "lace" vedrò di presentarli nei prossimi post.

Buon knit-week-end a tutti!







  

martedì 20 marzo 2012

Malabrigo Lace: progetto in lavorazione


    Questa è la mia Malabrigo Lace, acquistata per farne una giacchina lace e giacente in stash già da quasi un anno. Quando manca l'ispirazione é meglio aspettare tempi migliori (i quali, secondo la mia esperienza, prima o poi arrivano).

   E infatti su Knitescene, Winter 2011:


ho trovato questo modello, che guarda caso è lavorato proprio con la Malabrigo lace:





  E' il Nevis Cardigan di Stefanie Jaspel (chi ha la possibilità di andare su Ravelry lo può vedere meglio qui).

  Il modello è lavorato con la tecnica top-down e la particolarità consiste in una serie di aumenti, eseguiti ogni 6 ferri,  ai lati di un marker posto a circa metà di ogni mezzo-davanti. Da ciò deriva una larghezza in fondo al cardigan ben superiore a quella del seno e quindi una sovrapposizione (teorica) delle due parti del davanti.

  In realtà, il cardigan rimane  aperto con le due parti del davanti che terminano a punta (a causa degli aumenti).

Spero di poter essere più chiara, una volta finito il lavoro... che attualmente si trova in questa fase di lavorazione:






 Malabrigo Lace:
  •   il filato è 100% Baby Merino, proveniente dall'Uruguay  e  tinto a mano;
  •   appartiene alla categoria Lace-2 ply; la sua lunghezza è 430 m in 50 gr;
  •   si lavora con i ferri n.4-4.5 (per la maglia rasata, consiglio anche il n.5);
  •   é molto soffice e ha dei colori unici.

  Propongo all'attenzione alcuni modelli lavorati con Malabrigo lace:
   Buon Knitting!

lunedì 19 marzo 2012

Roma, Roma, Roma.......

   Le foto di questo post rappresentano gli scorci di Roma che ho potuto cogliere con la mia macchina fotografica andando alla fermata della Metropolitana, alla mattina, e ritornando all'albergo, la sera.

  C'è pure una notturna, dell'Isola Tiberina .....


   

  


                                 ore 8.24
                                 
                                 ore 18.36




Città Magica!!!!

A presto, e .........buon knitting!

domenica 11 marzo 2012

Tra le designers che preferisco c'é Carol Feller. Irlandese, di Cork, creatrice di modelli ispirati alla tradizione nordica (motivi Aran, trecce, ecc.).

Prediligo i suoi patterns perchè richiamano alla mia mente i paesaggi naturali ancora incontaminati dell'Irlanda e poi perchè vi ritrovo applicate tecniche particolari che
rappresentano una parte importante del suo stile.

Come avevo già scritto in un post precedente, ho apprezzato molto il suo libro Contemporary Irish Knits, tanto che uno dei miei ultimi lavori é stato Glengesh.


Devo aggiungere che ogni volta che trovo, sfogliando una rivista, un suo modello, la tentazione di prendere in mano i ferri é troppo forte.

Stavolta é stato il turno di Wragby cardigan, pubblicato su Knitscene Winter 2011:







Realizzato con filato baby alpaca (acquistata da Campolmi- Firenze)





Le particolarità di questo modello top-down sono:

  • il davanti ha una parte lavorata a legaccio sulle maglie riprese  lungo i lati del davanti destro, dello scollo e del  davanti sinistro. Il collo é reso più ampio, e quindi rovesciabile, da una serie di aumenti:

particolare del collo (parte sotto)




particolare del collo (parte sopra)


  • il cardigan è avvitato e ha il bordo inferiore stondato sul davanti (tecnica delle short-rows):




  • le maniche sono raglan e questo é l'effetto visibile in corrispondenza degli aumenti (ottenuti lavorando k1f&b ai lati del marker separatore):



Che cosa posso aggiungere?
il modello é molto comodo, ha un'ottima vestibilità e ho intenzione di lavorarlo di nuovo in una versione estiva, con un filato in cui vi sia anche la seta.


Buona settimana!