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venerdì 31 maggio 2013

Progetto n.1 - Live Oak Shawlette

Oggi ho preso la mia matassa Madelinetosh Tosh Sock (colore: glazed pecan) e ne ho fatto un bel gomitolo pronto per essere lavorato .... non vedo l'ora (anche se ho già un lavoro in corso, e quindi dovrà aspettare ancora qualche giorno).



Questo è il pattern: Live Oak Shawlette di Rosemary Hill.

 Questo scialletto, pubblicato su Knitscene fall 2011, mi ha colpito per la sua forma (semicircolare) e per il bordo lace.

Lavorato in un unico pezzo, presenta 3 sezioni lace separate da 3 maglie a maglia rasata. Le dimensioni dovrebbero corrispondere a  circa 108 cm di larghezza e 45 cm di lunghezza, con la possibilità di farlo più lungo ripetendo un modulo di 24 ferri.

Appena possibile pubblicherò le foto del lavoro iniziato.

A presto!

lunedì 17 dicembre 2012

INFLECTION di Jean Miller

Inflection è il nome di questo pattern  di Jean Miller pubblicato su Knitty First Fall 2012

Incuriosita dalla sua forma curvilinea, da convessa a concava, ho provato a realizzare questa sciarpa con un filato lace:



Inflection è una sciarpa molto leggera e versatile, che si presta ad essere portata in vari modi e in varie occasioni.
La sua particolarità consiste nel fatto che può assumere forme diverse a seconda di come sono disposti i moduli lavorati a  short rows. 


Particolare di modulo a short rows:



Personalmente  ho scelto la sequenza di 5 moduli con la curvatura interna + 15 moduli con la curvatura esterna + 5 moduli con la curvatura interna, e questo è il risultato:



Ovviamente, ognuno può dare libero sfogo alla propra fantasia e creare modelli diversi sia nella forma che nella lunghezza.



Alcune notizie tecniche:

Filato:  MANOS LACE (Manos del Uruguay)
tipo: lace
lunghezza: 400 m/50 g
composizione: baby alpaca 70%, seta 25%, cashmere 5%
colore: 6670 Vidia



 quantità occorrente : 1 matassa
ferri usati: 4 mm

personazzazione: bordo a crochet

Buona knit-settimana!

sabato 24 marzo 2012

UNIVERSO LACE

Se c'è una cosa che mi appassiona in modo particolare è quella di leggere e rileggere più volte tutto ciò che  riguarda le tecniche di knitting.
       Così sfogliando Knits-Spring 2012 mi sono imbattuta nell'articolo di Deborah Newton dal titolo "Swatching the lace universe". A parte le fotografie di tanti piccoli campioni di lavorazioni lace (veramente graziosi!), che attraggono irresistibilmente chiunque appassionato di maglia, ciò che rappresenta un vero "toccasana" è il contenuto dell'articolo.

Si parla di "lace" ovviamente e si parla proprio dell'abc (un pregio che riconosco alla stampa anglo-sassone è quello di non temere di apparire scontata e banale parlando di nozioni molto semplici).

E allora si comincia con il "gettato" (yarnover), questo filo fatto passare sul ferro prima di lavorare il punto  successivo. Un singolo yarnover rappresenta il cosiddetto "eyelet" ossia il forellino che otteniamo nella lavorazione.

Più "yarnovers" più "eyelets".   Ma il "lace" è più che una ripetizione di "eyelets", è l'organizzazione  di questi in disegni più complessi.

E ancora: poichè ogni "yarnover" rappresenta una maglia in più sul ferro,  per mantenere costante la larghezza del lavoro è necessario ricorrere alla diminuzione o "decrease".

Per avere un numero sempre uguale di maglie sul ferro: tanti "yarnovers" tanti "decreases".

Dal punto di vista tecnico, la lavorazione "lace" si basa essenzialmente su "yarnovers" e  "decreases".     

  • Cosa accade se il numero di "yarnovers" è maggiore del numero di "decreases"?
Praticamente aumenta il numero delle maglie sul ferro e questo fatto può essere sfruttato per ottenere forme triangolari (es. scialli) oppure, lavorando in tondo, forme rotonde (es. centri).

  • Come si esegue un "decrease"?
Vi sono 2 modi:
  1. lavorando assieme 2 maglie  a diritto (k2tog: 2 knit together ), in tal caso si ottiene un punto con inclinazione verso destra;
  2. passando due maglie a diritto (prima l'una e poi l'altra) e lavorandole a diritto (ssk: slip slip knit), in tal caso si ottiene un punto con inclinazione verso sinistra.
Infine 2 "yarnovers" possono essere associati ad un "double decrease", passando una maglia, lavorando 2 maglie assieme  a diritto ed accavallando alle due maglie lavorate assieme la maglia passata (sl1, k2tog, psso: slip one, knit 2 together, pass slipped stitch over).

Ho riportato, sintetizzando, la parte iniziale dell'articolo per sottolineare il fatto che è sempre piacevole, oltre che utile, ricordare i principi su cui si basa qualsiasi tecnica di knitting. Questo aspetto dovrebbe essere tenuto presente anche da tante riviste italiane che purtroppo spesso presentano carrellate di modelli, trascurando la parte culturale  legata appunto alle varie tecniche di maglia e alle lavorazioni più tradizionali.

Altri aspetti interessanti della lavorazione "lace" vedrò di presentarli nei prossimi post.

Buon knit-week-end a tutti!







  

domenica 5 febbraio 2012

Uno scialletto per il grande freddo

L'ondata di gelo che ha interessato tutta l'Italia creando disagi e situazioni gravi, se non drammatiche, ci ha costretto a tirare fuori dagli armadi quei maglioncioni pesanti da tempo non indossati. Mi riferisco, in particolare, alla mia zona dove le condizioni climatiche, sinora abbastanza miti, ci avevano abituato a delle temperature  "moderate".

A proposito della necessità di coprirci di più, ieri ho terminato uno scialletto molto adatto per questi giorni di freddo.

Si tratta del GLENGESH (Cable-and-Lace Wrap) di Carol Feller:


Il modello, che potete osservare in questa foto:




è della designer irlandese Carol Feller ed è riportato nel libro "Contemporary Irish Knits":


Lo scialle, che ha una lunghezza di circa 2 m ed un'altezza nella parte centrale di circa 35 cm, è lavorato con la tecnica delle short-rows (ndr: questa tecnica m'intriga sempre più).
E' proprio questa lavorazione che conferisce la forma a semi-luna allo scialle, come risulta evidente nella foto dello scialle piegato a metà:


La lunghezza dello scialle consente inoltre di poterlo avvolgere intorno al collo comodamente, magari fermandolo con una spilla:




Per quanto riguarda le tecniche impiegate nella lavorazione vi sono: cables, lace, short-rows (per dirla con il linguaggio comune ormai a tante knitters) ovvero trecce, trafori e  e lavorazione a ferri accorciati.

Per finire, voglio fare notare due particolari:
il primo è l'inizio del lavoro che, come eseguito secondo le istruzioni del  modello, comporta un leggero arricciamento del bordo (carino, vero?):


il secondo è la chiusura delle maglie (binding-off), che viene eseguita con il metodo "elastic binding-off":


Per chi non conoscesse questo metodo di chiusura delle maglie, questa è  la spiegazione:

Elastic binding-off : lav. 1 m. a dir. (K1), * lav. 1 m. a dir. (K1), passare le 2 m. sul ferro di sinistra (sl 2 sts to LH needle), lav. 2 m. ins. a dir. ritorto (K2tog tbl).
Rip. da * sino ad esaurimento delle maglie. 

Eseguendo questa chiusura  ho apportato una variazione, per cui dopo aver lavorato la maglia iniziale a diritto ho lavorato (per tutte le maglie rimanenti) 2 maglie insieme a diritto (anzichè 1), in tal modo ho reso più corto il lato superiore dello scialle, che altrimenti sarebbe stato piuttosto "slargheggiante" dati i gettati della lavorazione lace.

 Buona settimana!

domenica 26 giugno 2011

Eyelet

Nel linguaggio tecnico del knitting, Eyelet o Hole rappresenta quel piccolo forellino che si ottiene attraverso l'esecuzione di due semplici passaggi distinti:
  • un gettato (in inglese over)
  • una diminuzione (in inglese decrease)
La diminuzione, che  costituisce l'elemento decorativo dell'Eyelet, può essere fatta in due modi:

  1. lavorando insieme a diritto 2 maglie  (abbrev. in inglese: K2tog);
  2. passando una maglia, lavorando a diritto la successiva ed accavallando la prima maglia passata sulla seconda lavorata (abbrev. in inglese: S1,K1,psso).
A seconda del tipo di decrease applicato avremo due tipi di Eyelet:

 Chain Eyelet

 Si ottiene eseguendo:
un gettato, 2 maglie lavorate insieme a diritto
ossia
O,K2tog (Over, Knit 2 stitches together)

Questo tipo di Eyelet  lascia inalterata la catena verticale dei punti vicini al forellino (da cui il nome Chain Eyelet).





Open Eyelet

Si ottiene eseguendo:
un gettato, 1 maglia passata, 1 maglia lavorata a diritto, accavallamento della maglia passata sulla maglia lavorata 
ossia
O,S1,K1,psso (Over, Slip 1 stitch, Knit 1 stitch, pass slipped stitch over)

Questo Eyelet è caratterizzato dal fatto che la prima maglia della diminuzione cade sulla seconda maglia e ciò interrompe la catena verticale a fianco della diminuzione.


E' raccomandabile eseguire sempre lo stesso tipo di Eyelet proprio per evitare di notare questa differenza di direzione della maglia vicina al forellino.

Questo campione permette di confrontare i due tipi di Eyelet, le prime 2 righe di trafori sono lavorate con il Chain Eyelet e le 2 righe successive con l'Open Eyelet:


L'indivualità dell'Eyelet deve essere sempre rispettata, quindi lavorando in serie orizzontali   l'esecuzione dei trafori può essere fatta di seguito (uno dopo l'altro), mentre in serie verticali è necessario distanziarli lavorando almeno 3 ferri.

Nella foto è evidenziato l'effetto ottenuto con serie orizzontali dei due tipi di Eyelet (1° riga: Chain Eyelet; 2° riga: Open Eyelet).


Infine per quanto riguarda il loro impiego: mentre il Chain Eyelet ricorda, per la sua regolarità, il forellino che caratterizza il Punto Inglese nel ricamo su tessuto, l'Open Eyelet si presta meglio alla ripetizione del singolo motivo.  

Testo consultato: Mary Thomas "Mary Thomas's book of knitting patterns" Dover Publications,Inc. New York

venerdì 20 maggio 2011

Filati estivi....



Questa lavorazione lace, semplice ma d'effetto, si ritrova nel pattern di Jacqueline van Dillen, pubblicato su "Vogue Knitting" Spring-Summer 2011, che potete trovare anche  qui su Ravelry.

Per fare questa lunga tunica senza maniche, aperta davanti e fermata in vita da 2 bottoni ho deciso di utilizzare un cotone che faceva parte del mio stash.

Si tratta di "Scirocco" delle Lane Borgosesia, colore bianco.
Lavorando con i ferri n.3 ho ottenuto un campione di 20 maglie x 30 ferri (10 cm x 10  cm).



Come potete ossevare,  la forma lievemente avvitata viene ottenuta  lavorando a coste 1/1 una fascia di circa 10 cm in corrispondenza  del punto vita.

Nei prossimi giorni spero di poter completare questo ed altri lavori quasi terminati, in modo da dedicarmi alle cose nuove che ho in mente.  Non mancherò di  mostarvi le foto!
Per adesso, un caro saluto e un immancabile  buon knitting a tutte!

mercoledì 27 aprile 2011

A Lace Edging

Ecco un lavoro di tutto relax, da sferruzzare velocemente in poche serate alla televisione:



Si tratta di un bordo di cotone, lavorato ai ferri. Il pattern è su Piecework di settembre-ottobre 2010.


La particolarità di questo bordo consiste in una sorta di "plissettatura" dovuta all'alternanza di serie di ferri lavorati  a  maglia rasata diritta e a maglia rasata rovescia.

Il mio intento  era quello di fare due bordi da attaccare ad un asciugamano, che da qualche anno era in "stash"  nell'armadio della biancheria.

Questo è il risultato:


Per maggiori informazioni, ho usato:
  • il cotone bianco n.6 (350 m/100 gr);
  • i ferri n.2.25


Buon knitting!

venerdì 8 aprile 2011

Nuovi arrivi, nuovi progetti

Oggi è arrivato il tanto atteso pacchetto di unfilodi ....


il contenuto?

  • una serie di punte speciali Knit-Pro (con cui potrò finalmente finire la mia "Giacchina ultimi freddi");
  • la versione europea di "Vogue Knitting" primavera-estate 2011;
  • e dulcis in fundo 2 matasse di Manos Lace (70% baby alpaca, 25% seta e 5% cashmere).
E' proprio piacevole tenere in mano  la Manos Lace : così leggera, morbida e dotata di una certa lucentezza. I colori poi sono brillanti, ideali per l'estate.
Questa foto evidenzia meglio le sfumature, che sono notevoli :



Con questo filato vorrei realizzare la  Rose lace stole di Susanna IC (pubblicato su Interweave Knits- Spring 2011).

A presto!

sabato 2 aprile 2011

2KCBWDAY6 - Entrelac: prossimo traguardo...

L'argomento del giorno riguarda il futuro, ovvero che cosa ci piacerebbe fare (come knitters), quali sono i nostri sogni, le nostre aspirazioni. Molto concretamente potrei riferirmi ad un modello da realizzare, ad una nuova tecnica da imparare o a qualsiasi altro progetto che mi  possa coinvolgere nel prossimo futuro.
Questo post mi dà la possibilità di parlarne.

Vi è una tecnica che amo in modo particolare e si chiama Lace.  Mi piacerebbe imparare, però,  altre due tecniche: Fair Isle e Entrelac.  Trovo quest'ultima piuttosto intrigante, per cui le darò la precedenza.

L'Entrelac, dal francese entralacer (intrecciare), consiste nella lavorazione in sequenza di  piccoli pezzi (quadrati o rettangoli), che vanno a costituire una fila,  sulla quale sono lavorati altri quadrati o rettangoli e così via, sino ad ottenere la lunghezza desiderata.
L'effetto che si ottiene è simile all'intreccio di un canestro. 

I vari elementi possono essere lavorati a punto legaccio o più comunemente a maglia rasata.

Per eseguire la tecnica Entrelac è sufficiente conoscere le basi della maglia: diritto, rovescio, aumenti, diminuzioni e  ripresa delle maglie dai bordi (pick up stitches).

La complessità dell'Entrelac, secondo molti solo all'apparenza, sembra essere la particolare lavorazione, che richiede (come per tutte le cose, del resto) , studio e pratica.

In previsione del prossimo impegno, ho deciso di riferirmi al testo di Gwen Bortner.
Un altro libro da consultare è questo di Rosemary Drysdale.

Infine, come progetti da realizzare in entrelac, oltre a quelli riportati nei testi indicati, mi e vi suggerisco:

A domani!